Un progetto strategico urbanistico ed architettonico per la riqualificazione del Distretto della Sedia

PUBBLICATO L'ESTRATTO DEL PIANO DI RIQUALIFICAZIONE DEGLI EDIFICI INDUSTRIALI. LEGGI LO STUDIO >>

 

Da strategie evolutive e modelli pilota _ studio dell'università di trieste

Sabato 28 giugno

Concluso lo studio dell’Università di Trieste sul Distretto della Sedia

Emerse proposte inedite: ippoterapia, quartieri ecosostenibili, viabilità separate per auto e camion

La ricerca “Strategie evolutive e modelli pilota per l’assetto spaziale ed economico/funzionale del Distretto della Sedia” commissionata dall’Asdi Sedia presentata sabato 28 maggio alle ore 9.30, all’Ipsia A. Mattioni di San Giovanni al Natisone

 Quartieri ecosostenibili, fattorie ippoterapiche, piccoli centri commerciali socializzanti. Sono alcune delle “suggestioni” emerse dall’esplorazione effettuata nel manzanese dal gruppo di ricerca dell’Università di Trieste, facoltà di Architettura, incaricato dall’Asdi Sedia di seguire un progetto di riqualificazione e valorizzazione del Distretto.

Dopo mesi di ricerca e perlustrazioni del territorio (11 comuni in totale) da parte di docenti e studenti, i risultati dell’esplorazione – sfociato in un documento di indirizzo strategico per la riqualificazione dell’area – verrà presentato sabato prossimo, alle ore 9.30, all’Ipsia A. Mattioni di San Giovanni al Natisone dai docenti del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’ateneo triestino Vittorio Alberto Torbianelli (Economia Urbana), Elena Marchigiani (Urbanistica), e Giovanni Marras (Composizione Architettonica), accompagnati dal presidente dell’Asdi Sedia Giusto Maurig e dal direttore Carlo Piemonte.

Dopo una prima lettura e la valutazione generale dei potenziali territoriali dei Comuni del Distretto dal punto di vista economico-immobiliare, l’ateneo ha quindi identificato le aree con maggiore opportunità, immaginate in un “parco industriale” multifunzionale dotato di una centralità urbana, con condomini e uffici, il tutto collegato da piste ciclabili e una viabilità separata tra veicoli e trasporti pesanti. Gli esperti, quindi, oltre a proporre strumenti architettonici e urbanistici, suggeriscono investimenti in attività alternative al settore industriale (residenziale e commerciale) orientati alla sostenibilità, riutilizzando il patrimonio edilizio industriale esistente.

“Ciò che viene fuori dalla ricerca è un territorio che può ancora crescere dal punto di vista produttivo - commenta Torbianelli -, in grado di essere attrattivo anche per aziende non appartenenti alla sedia. Pensiamo all’agronomia, alla viticoltura, all’attività di ippoterapia che potrebbe sorgere nei vecchi magazzini, a una piazza nuova e vitale. Un luogo nuovo dove lavorare, vivere, socializzare, senza dimenticare il legame con la tradizione rurale e guardando al futuro con standard energetici più rigidi”.

Il tutto, però, dipende dalle scelte sull’assetto degli spazi che si verranno a creare con la Palmanova-Manzano, che dovranno essere moderne e concepite in una visione globale profondamente innovativa. “Il progetto pilota condotto dall’università – spiega Maurig – verrà messo a disposizione di tutti gli interessati, pubblici e privati, che operano sul territorio. L’Asdi punta a una strategia comune del Distretto, come base di partenza del suo sviluppo, partendo dalle infrastrutture”, di cui lo studio ha appunto tenuto conto (bretella Manzano-Palmanova).

 “Occorre – conclude il prof. Torbianelli - una programmazione coordinata dei comuni, l’urgenza richiede il coinvolgimento della Regione in un Piano di Distretto complessivo, come accade d’altronde nel resto del mondo”.

 

PREGRESSO STORICO

Martedì 19 ottobre - Conferenza presso Università di Trieste - "Distretto della Sedia 2.0 Progetti di rilancio per nuove forme di competitività"

L'incontro con gli studenti dell'università di Trieste è stata l'occasione per far conoscere il Distretto ai futuri architetti che seguono il primo anno del corso specialistico in Architettura ed Urbanistica. Relatore della conferenza il Direttore Carlo Piemonte. "L'obiettivo dell'incontro era principalmente quello di far capire agli studenti alcuni aspetti concreti relativi alla comunicazione strategica e allo sviluppo di progetti in un ottica di rilancio del Distretto industriale della Sedia". La conferenza, sviluppatasi con un continuo confronto con gli studenti, è servita inoltre a delineare le caratteristiche principali del territorio sul quale si accingono a progettare una loro visione del Distretto.

Sabato 16 ottobre - Visita del corso di economia urbana al Distretto della Sedia

La prima visita nel Distretto da parte degli studenti dell'Università di Trieste è stata caratterizzata dall'incontro di ben 8 Sindaci locali del Distretto che hanno aperto le porte del proprio Comune ai visitatori provenienti dalla facoltà di architettura. Il gruppo, guidato dal Prof. Torbianelli, ha fatto un vero e proprio tour tra le diverse zone industriali del Distretto della Sedia scoprendo le principali caratteristiche, difficoltà e potenzialità del nostro territorio.
I prossimi passi porteranno alla raccolta di tutta la documentazione necessaria per fare una mappatura di ogni singolo Comune e alla identificazione di alcune aree pilota sulle quali proporre dei progetti di riqualificazione e riutilizzo.

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Un progetto pilota per la riqualificazione urbana del Distretto della Sedia.

E’ l’ultima importante iniziativa dell’Asdi, che nei giorni scorsi ha siglato un accordo con l’Università di Trieste per realizzare indagini esplorative - condotte dal Dipartimento di Progettazione architettonica e urbana dell’ateneo triestina, in collaborazione con l’associazione GATA (associazione giovani architetti di Trieste) -, che sfoceranno, a studio concluso, in un documento di indirizzo strategico. Dopo una prima lettura e una valutazione generale dei potenziali territoriali dei Comuni appartenenti al Distretto dal punto di vista economico-immobiliare, si identificheranno le aree con maggiore opportunità per poi proporre strumenti architettonici e urbanistici, definendo anche le risorse finanziare da impiegare per la realizzazione degli interventi prospettati.

Tra gli obiettivi del progetto la possibilità di suggerire investimenti immobiliari anche in attività alternative al settore industriale (residenziale e commerciale) orientati alla sostenibilità, la riqualificazione e la valorizzazione del Distretto, il riuso e la rifunzionalizzazione del patrimonio edilizio industriale, il riassetto complessivo del territorio con l’identificazione di aree a maggiore propensione di intervento. Le figure coinvolte sono il comitato di coordinamento scientifico (composto da rappresentanti di Asdi, Gata e università), un docente di economia urbana, esperti di regolamenti urbanistici locali e un gruppo di studenti universitari (circa 20). A siglare l’accordo nella sede dell’Asdi a Manzano il presidente Giusto Maurig, i sindaci rappresentanti il Distretto Driutti e Basso, il preside della facoltà di architettura di Trieste Giovanni Fraziano, la direttrice del Dipartimento Progettazione architettonica e urbana Paola Di Biagi, gli architetti Marras e Battiston, e il prof. Torbianelli, referente del progetto per l’Università. 

Singolare, in questo progetto pilota voluto dall’Asdi, il coinvolgimento di un intero corso universitario a supporto dell’attività principale - condotta da uno staff di consulenti professionisti, due gruppi di lavoro, docenti, progettisti - che prenderanno in esame il Distretto come “caso didattico”. “Si tratta di una ricerca sul campo - afferma Di Biagi - che prevede laboratori e workshop”, “un progetto interessante - aggiunge il preside Fraziano - per l’interazione che comporta tra università e territorio: entro un trimestre avremo già i primi risultati”, assicura. “L’esplorazione strategica di capannoni e costruzioni del Distretto – spiega Torbianelli – ha l’obiettivo di rivalutare aree e singoli edifici per ottimizzare con nuove soluzioni un Distretto che si sta trasformando. Questo prevede la ridefinizione degli insediamenti abitativi e la possibile utilizzazione per quelli produttivi, nonché la presentazione agli enti locali dei modelli urbanistici ed economico-immobiliari che possono essere in moto”. “L’Asdi – specifica il presidente Giusto Maurig – mette così a disposizione delle amministrazioni comunali strumenti per le scelte di sviluppo sul territorio, rivalutando i beni immobiliari”. 

Un patrimonio che non va perso, ribadiscono i sindaci Driutti e Basso: l’edilizia industriale va salvaguardata, altrimenti rischia l’abbandono, mentre per migliorare la qualità della vita dei cittadini, già i piani regolatori indicano l’uscita al centro storico degli opifici. “Con gli esiti della ricerca – conclude il Sindaco di Manzano - definiremo assieme le aree più vocate per l’industria, il residenziale e il commerciale, dando anche un’identità alle zone-cuscinetto a destinazione mista”.